Educazione

Videogiochi come strumento di supporto didattico

È ormai dimostrato come i videogiochi possano essere utilizzati con successo nelle scuole come strumento di supporto didattico attraverso il quale integrare e arricchire l'esperienza di apprendimento. Utilizzare i videogiochi in classe permette di catturare più efficacemente l'attenzione degli studenti, favorire il lavoro di squadra, stimolare il pensiero laterale e strategico.

Il videogioco può essere uno strumento utile anche per riavvicinare alla scuola gli studenti con maggiori difficoltà, nei casi in cui i metodi tradizionali non riescano a sbloccare le loro potenzialità. Il videogioco a scuola ha inoltre effetti positivi nell'avvicinare gli studenti, e più nello specifico le studentesse, alle materie STEM. Secondo una ricerca condotta recentemente dalla Dr. Anesa Hosein, per conto della University of Surrey, le ragazze appassionate di videogiochi sono 3 volte più propense a intraprendere percorsi di studio legati alle materie STEM rispetto alle ragazze che non giocano.

Games in Schools

È il progetto realizzato da ISFE ed European Schoolnet, che mira a formare gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di tutta Europa nell’utilizzo dei videogiochi– come Minecraft o Assassin’s Creed: Origins, dotati di modalità specifiche per l’utilizzo in aula – come ambienti di apprendimento digitale per i propri studenti.

L'edizione 2019 di Games in Schools è stata lanciata il 16 ottobre, durante la EU Code Week, con più di 3.900 insegnanti da tutta Europa iscritti ai corsi online che si sono conclusi il 4 dicembre successivo. Il progetto si è sviluppato in 6 settimane, attraverso una serie di video tutorial (MOOC – Massive Online Open Course). Nel corso del 2020 sarà inoltre rilasciato un manuale completo per gli insegnanti.

Secondo una ricerca condotta recentemente dalla Dr. Anesa Hosein, per conto della University of Surrey, le ragazze appassionate di videogiochi sono 3 volte più propense a intraprendere percorsi di studio legati alle materie STEM rispetto alle ragazze che non giocano.