Risposta dell’industria ai principi non giuridicamente vincolanti del CPC Network sulle valute in-game
La European Games Developer Federation e Video Games Europe, insieme ai rispettivi membri, hanno mantenuto per tutto il processo un approccio costruttivo con il Consumer Protection Cooperation Network riguardo a temi quali la trasparenza dei prezzi delle valute di gioco a pagamento, i rimborsi, i pacchetti, il diritto di recesso e altro ancora (si veda la proposta completa di seguito). L’industria ha lavorato intensamente per sviluppare soluzioni che garantiscano chiarezza e piena trasparenza, sia per le aziende sia per i giocatori, riguardo al momento in cui avviene l’effettiva transazione finanziaria.
Tuttavia, fin dall’inizio del dialogo, vi è stato un sostanziale disaccordo con il CPC Network riguardo alla qualificazione giuridica delle valute in-game. Queste ultime non sono rappresentazioni digitali di valore, come sostiene il CPC Network: non sono bitcoin né criptovalute e non dovrebbero essere definite come tali. Farlo renderebbe semplicemente i giocatori di videogiochi meno sicuri online e potrebbe inoltre avere conseguenze indesiderate sull’esperienza di gioco.
Dalla primavera del 2025, l’industria ha chiesto al CPC Network di fornire la base giuridica della propria posizione, ma tale base non è stata ancora condivisa.
L’industria ha chiarito al CPC Network di essere pronta ad attuare queste proposte, a condizione che venga affrontata l’incertezza giuridica.
Qui la proposta: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_2018
